Il Divin Codino – La storia di Roberto Baggio

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Ciao e benvenuti in questo nuovo articolo “Il Divin Codino” dove vi racconteremo la storia del leggendario Roberto Baggio.

Nel 1980, uno scout rimase senza parole nell’ammirare un 11enne segnare 65 gol in 26 partite con la sua squadra giovanile, il Caldogno.

Lo scout rimase così incredulo, che decise di ingaggiarlo e portarlo al Vincenza per 500 mila lire, dove avrebbe segnato 110 gol in 120 partite, prima di debuttare per la prima squadra a soli 15 anni.

Quel ragazzino era Roberto Baggio.

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Il Divin Codino: Dal Vicenza alla Fiorentina

Avrebbe giocato ancora tutta la stagione successiva nel Vicenza, giocando regolarmente la maggior parte delle partite e segnando 14 gol, che hanno catturato l’attenzione della Fiorentina.

Tale squadra, a fine stagione lo acquistò per 2,7 miliardi di lire.

Mentre giocava la sua ultima partita con il Vicenza, prima di approdare nel suo nuovo club, a seguito di un leggero tackle, riportò un infortunio gravissimo.

Si ruppe il ginocchio a soli 18 anni, e quell’infortunio avrebbe potuto stroncargli completamente la carriera.

Ma la Fiorentina, era davvero molto interessata al ragazzo.

Decise infatti di continuare con il trasferimento e finanziare l’intervento e la terapia del giocatore.

Con le dotazioni di prim’ordine della Fiorentina a sua disposizione, sarebbe riuscito piano piano a rimettersi in forma.

Nonostante fosse alle prese con la riabilitazione dall’infortunio, nella sua seconda stagione ha iniziato a giocare normalmente.

Sfortunatamente, nel mese di settembre, subì un altro infortunio al ginocchio, e ci sono voluti ben 220 punti per rimettere il ginocchio a posto.

Il recupero per lui è stato enormemente difficile. L’ha portato a perdere 12 chili e ancora una volta, a perdere anche la maggior parte della stagione.

Ripresosi dall’infortunio, è riuscito a rimettersi in forma per l’ultima fase della stagione, segnando il suo primo gol su calcio di punizione contro nientemeno che il Napoli di Maradona, allora detentore del titolo.

Questo gol salvò la Fiorentina dalla retrocessione!

La stagione successiva, Baggio sembrava ormai essersi ripreso totalmente dall’infortunio, e fu questa stagione l’inizio vero e proprio della leggenda di Roberto Baggio.

Baggio infatti, segnò 15 gol in campionato ed iniziò ad essere considerato come il miglior giocatore del campionato.

Questa comunque sarebbe stata la sua ultima stagione nella Fiorentina che, nonostante avesse gravi problemi interni, aveva condotto un campionato soddisfacente.

Il Divin Codino: Trasferimento alla Juventus

Ma non solo, infatti la Fiorentina, nella stagione 1989/90, arrivò in finale di Coppa Uefa, finendo però purtroppo sconfitta in finale contro la Juventus.

La Juventus, rimase davvero colpita da Baggio.

Roberto Baggio, infatti, fu acquistato alla fine di quella stagione dalla Juventus per la cifra record di 25 miliardi di lire.

Questa cifra superò anche l’acquisto di Ruth Gullit, facendo diventare Baggio, il giocatore più costoso di tutti i tempi.

Questo trasferimento del giocatore, fu visto come un tradimento dai tifosi fiorentini che chiaramente, non sono mai stati troppo affezionati alla Juventus.

Alla notizia del trasferimento infatti, ci furono violente contestazioni, che portarono al ferimento di 50 persone.

Durante la Coppa del Mondo del 1990, l’allenatore italiano fu molto criticato per non aver fatto giocare Baggio nelle prime due partite.

Una volta entrato in campo, Baggio però diventò fondamentale per l’Italia, quando, nonostante la sconfitta contro l’Argentina, l‘Italia vinse contro l’Inghilterra vincendo il terzo posto.

Nella sua prima stagione alla Juventus, Baggio segnò 26 gol in 33 partite di campionato e 8 gol su 7 partite in Europa.

Nella seconda stagione, 27 gol in 27 partite che lo portarono alla vittoria del pallone d’oro.

Il Divin Codino: La Coppa del Mondo

Nel 1994, ci fu la Coppa del Mondo.

Nonostante un inizio deludente, in cui non è riuscito a segnare nella fase a gironi, Baggio ha letteralmente trascinato l‘Italia nella fase ad eliminazione diretta.

Durante la partita con la Nigeria, l’Italia era sotto di un gol a pochi minuti dalla fine, ma Baggio segnò dando alla sua nazionale un’ancora di salvezza per i tempi supplementari dove Baggio centrò la rete ancora una volta, portando la squadra alla vittoria.

In semifinale, l’Italia affrontò la Bulgaria e Baggio, segnò ancora una volta entrambi i gol dell’Italia nella vittoria per 2 a 1.

6 gol su 7 dell’Italia, nella fase ad eliminazione diretta, furono segnati da Roberto Baggio, che aveva portato l’Italia alla sua prima finale di coppa del mondo dopo 12 anni.

In finale, dovette affrontare il potente Brasile.

Durante questa finale, i due fuoriclasse più attesi di tutto il torneo, Baggio e Romario, sembravano ombre di se stessi giocando una partita con poche azioni interessanti.

Infatti la partita, alla fine, sarebbe finì con i calci di rigore.

Entrambe le squadre sbagliarono il primo rigore.

Il caso volle che il rigore decisivo dovesse essere tirato da Baggio.

Baggio però, quella volta, sbagliò clamorosamente il tiro, mandando la palla oltre la traversa.

La Fifa non gli diede il premio già annunciato di giocatore del torneo, e quell’anno Baggio, arrivò anche secondo nella classifica del pallone d’oro.

Ma tutti sanno che Baggio non aveva eguali, ed il suo mondiale poteva benissimo essere paragonato alla coppa del mondo di Maradona del 1986.

Nella sua ultima stagione con la Juventus nonostante, fosse stato infortunato per tre mesi, ha realizzato 16 gol in campionato ed è stato decisivo nel match contro il Parma per la vittoria della serie A.

Fu protagonista anche in Coppa Uefa, ed in quella stagione la Juventus arrivò in finale, stavolta però perdendola.

A fine stagione, Marcello Lippi, decise che Baggio, non era più una parte fondamentale nei suoi piani e che sarebbe stato lasciato libero di andare via dalla Juventus, che aveva preso come suo sostituto il grande Alessandro del Piero.

Il Divin Codino: L’acquisto del Milan

Baggio era il miglior giocatore in circolazione, così tutti provarono ad a ingaggiarlo, dal Real Madrid al Manchester United, ma alla fine è stato il Milan ad acquistarlo per un compenso di 20 miliardi di lire.

Inizialmente Baggio lottò contro qualche acciacco, qualcosa che come si era già notato, era estremamente frequente nella sua carriera.

Però, questa volta anche quando tornò in forma, non sembrava essere alla pari con la fenomenale forma che aveva alla Juventus.

Ma poichè il suo ruolo era ormai più focalizzato sulla tre quarti che sull’attacco, finì per essere il migliore del campionato, aiutando il Milan a vincere la serie A.

La stagione successiva, fu un vero fallimento per Baggio e per il Milan, arrivato all’11° posto della classifica.

Il Milan, cambiò allenatore ed anche stavolta, il nuovo mister, decise che per Baggio non c’è più spazio in squadra.

Così Baggio tentò di trasferirsi al Parma ma Ancelotti non lo voleva.

Allora finì al Bologna, per aiutare la squadra a non retrocedere.

Dopo aver tagliato il suo celebre codino, come un modo per mostrare la sua rinascita come calciatore, segnò addirittura 22 gol in campionato, portando il Bologna all’ottavo posto in campionato e alla qualificazione alla Coppa Intertoto.

Con questi risultati riuscì nuovamente ad essere nominato nella classifica del pallone d’oro, nonostante giocasse in una squadra così piccola.

Il Divin Codino: Trasferimento all’Inter

Dopo qualche disaccordo con lo staff bolognese e per la sua voglia di giocare la Champions League, si trasferì all’Inter.

Ma l’Inter era nel bel mezzo di tumulti manageriali, la squadra non era tra le migliori ed attraversava una brutta fase.

Nonostante tutto questo, Baggio giocò comunque la Champions League.

Dopo essere entrato in campo per 22 minuti, contro il Real Madrid, segnò due volte.

L’Inter fu comunque eliminata e per la stagione successiva, Marcello Lippi sarebbe stato il nuovo allenatore.

Ancora una volta Baggio, si ritrovò ad affrontare divergenze con il mister.

Lippi, fu costretto a schierarlo in campo dall’inizio, ma la situazione era ugualmente non sostenibile, ed ancora una volta Baggio si apprestava a cambiare squadra.

Trasferimento al Brescia

Baggio, divenne Free Agent e nonostante fosse anche in trattativa con il Barcellona e con la Reggina, decise di andare a giocare a Brescia, con l’obiettivo di aiutare la squadra a non retrocedere.

La storia si ripete.

Segna 20 goal in campionato, è un giocatore rinato e porta la squadra al 7°posto finale e alla qualificazione alla Coppa Intertoto, dove questa volta arriva in finale perdendo però poi contro il PSG.

La sua stagione successiva fu caratterizzata da infortuni e giocata a malapena.

Le prestazioni del Brescia calarono drasticamente ma nell’ultima giornata, c’era bisogno di una vittoria per non essere retrocessi.

Baggio, nell’ultima partita della stagione ha segnato il gol che ha portato alla salvezza del Brescia.

Nella stagione dopo, ancora una volta dimostrò quanto fosse capace di portare da solo una squadra come il Brescia all’ottavo posto in campionato e ancora una volta a giocare la Coppa Intertoto.

Quella fu la sua ultima stagione, nonostante avesse segnato ancora 23 gol in campionato, uno ogni 93 minuti.

La sua ultima partita fu contro il Milan e, dopo essere stato sostituito, tutto San Siro si alzò in piedi ad applaudirlo, compreso Paolo Maldini che lo abbracciò con molto affetto.

Il divin codino meritava una carriera migliore con squadre migliori, ma forse questo non sarebbe stato possibile visti i suoi rapporti con gli allenatori.

In Conclusione

Nel complesso, nonostante gli infortuni, nonostante gli allenatori e nonostante abbia giocato in piccole squadre, Baggio è una vera e propria leggenda ed è uno dei calciatori più forti della storia del calcio.

Conoscevate già la storia di Roberto Baggio, il Divin Codino?

Fatecelo sapere nei commenti e, se vi è piaciuto questo articolo non perdetevi gli altri qui, sul nostro blog.

A presto!

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